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Family Holidays Lido Adriano

Informazioni generali:

2° Circoscrizione - Zona A
Multidistretto 108 Italy
Codice del Club: 31366
Omologazione: 24/11/1975
Charter: 13/3/1976
Club Sponsor:
Lions Club Rimini Riccione Host
Club Sponsorizzati:
Lions Club Forlì Valle del Bidente
Lions Club Montefeltro
Lions Club Santarcangelo
Leo Club Rubicone

Mostra Guido Cagnacci - Forl

foto

Guido Cagnacci una delle personalit pi affascinanti e misteriose del Seicento italiano. Della sua biografia conosciamo pochi ma significativi episodi, a partire dalla sua nascita a Santarcangelo di Romagna nel 1601 e dai modi della sua formazione, che ci sono noti dallatto testamentario del 1643, col quale il padre, conciapelli e messo del comune di Casteldurante (lodierna Urbania), gli detrae dalleredit le spese sostenute per mantenerlo agli studi di pittore: una decisione assai aspra, che Matteo Cagnacci doveva aver maturato in seguito agli scandali di cui il figlio si era reso protagonista a Rimini. Nel 1628 Guido aveva tentato di fuggire con una nobile riminese, Teodora Stivivi vedova Battaglini, che gli si era promessa, e sar proprio il padre a denunciarlo allautorit pontificia, impedendogli di sposarla.
Apprendiamo cos che Guido era stato inviato dal
padre a Bologna, presso il nobiluomo Girolamo Leoni, in modo da potersi aggiornare su quanto vi si produceva nelle botteghe pi in vista, e poi a Roma, dove risulta che egli abbia soggiornato per almeno due volte (la seconda nel 1621-1622), in compagnia del Guercino: occasioni che egli mise a frutto nella successiva pittura sacra, segnata da una forte impronta caravaggesca.
Lungo gli anni venti e trenta risiede a Rimini, dove lavora per le chiese della citt (San Giovanni Battista, Il Ges) e del circondario (Santarcangelo, Montegridolfo, Saludecio, Urbania). Nel 1640 di nuovo a Bologna, dove entra in contatto con lultimo Guido Reni e con i suoi allievi e accede a una committenza di alto rango, avviando una produzione di quadri da stanza.
Nel 1642, anno della morte di Reni, invece a Forl, dove prende accordi per due dei quadroni destinati a decorare la cappella di Santa Maria del Fuoco nel duomo, posti in loco nel 1644, e per gli affreschi nella cupola, che non terminer e saranno successivamente assegnati al bolognese Carlo Cignani. I due quadroni con la Gloria dei santi Mercuriale e Valeriano sono peraltro lultima impresa, insieme al San Giuseppe per lomonimo oratorio e al SantAntonio per il duomo, nel campo della pittura da chiesa. Importanti sono altres i contatti che egli stringe in questi anni con i nobili forlivesi Albicini, ai quali nel 1647 invia da Faenza alcuni dipinti.
Nel 1649 risulta stabilito a Venezia, dove, secondo i biografi successivi (Costa, 1752), vivrebbe in incognito, con il nuovo cognome di Canlassi e in compagnia di una giovane donna che gli funge da modella e che per passare inosservata si veste da uomo. Nella citt lagunare, contrassegnata da un clima molto libero, intraprende unintensa produzione di quadri da stanza in cui prevale un tema, quello del nudo femminile, che, mentre gli procura i favori di una committenza ricca e disinibita, gli aliena il gradimento di qualche letterato: pur senza nominarlo, a lui che si riferisce Marco Boschini (1660), stigmatizzando la monotonia dei soggetti da lui praticati.
Dopo una breve presenza a Cesenatico (1658), si sposta a Vienna, dove documentato dal 1660 e dove lavora con una certa agiatezza per la corte di Leopoldo I dAsburgo, non senza per che il suo carattere litigioso si manifesti nei confronti di altri pittori italiani, come Pietro Liberi, protetto dallodiato Boschini. Muore nel 1663 e viene sepolto nella Augustinerkirche.
Daniele Benati
Curatore della mostra


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